Come riconoscere una Louis Vuitton originale: 7 controlli

by Vintagio

Chi compra una Louis Vuitton di seconda mano ha quasi sempre la stessa paura: pagare 800 euro e ritrovarsi con una copia. È una paura ragionevole, perché Louis Vuitton è il marchio più falsificato al mondo e le repliche di oggi sono fatte molto meglio di quelle di dieci anni fa.

Qui sotto trovi i sette controlli che facciamo noi su ogni borsa prima di metterla in vendita. Sono gli stessi che puoi fare su una borsa che stai guardando altrove.

1. Il date code non è un numero di serie

È l'equivoco più comune. Louis Vuitton non ha mai usato numeri di serie: usava un date code, impresso a caldo su una linguetta interna, dentro una tasca o direttamente sulla fodera.

E si legge in modo diverso a seconda dell'epoca — è qui che sbaglia quasi tutto il mercato dell'usato, perché le guide online riportano quasi sempre solo il formato moderno.

  • Primi anni Ottanta: solo tre o quattro cifre. Le prime due sono l'anno, l'ultima il mese. 844 significa aprile 1984.
  • Dalla metà degli anni Ottanta: le stesse cifre seguite da due lettere che indicano l'atelier. 882 VI significa febbraio 1988.
  • Dal 1990 al 2006: due lettere e quattro cifre, ma la prima e la terza cifra danno il mese, la seconda e la quarta l'anno. SP0065 significa giugno 2005.
  • Dal 2007: stesso formato, ma la prima e la terza cifra danno la settimana, non più il mese. SD2159 significa settimana 25 del 2019.

È il passaggio dal mese alla settimana che frega: un codice anni Novanta letto con la regola del 2007 dà una settimana impossibile, e fa scartare una borsa autentica. Vale la pena saperlo, perché la maggior parte del vintage in circolazione è proprio di quel periodo.

Due avvertenze che contano più del codice stesso:

  • Un date code corretto non prova niente. I falsari li copiano da anni. Serve a escludere, non a confermare: se il codice è impossibile la borsa è falsa, ma se è plausibile non hai ancora saputo nulla.
  • Dal marzo 2021 il date code non esiste più. Louis Vuitton è passata a un microchip RFID integrato nella borsa. Su un modello recente l'assenza del codice è normale, non un campanello d'allarme.

2. L'allineamento della tela Monogram

Sulle borse autentiche il disegno è simmetrico rispetto all'asse centrale e prosegue in modo coerente attraverso le cuciture. Sulle repliche economiche il motivo salta, si disallinea sui fianchi o taglia i simboli in punti diversi sui due lati.

Attenzione però a un dettaglio che fa gridare al falso senza motivo: la Speedy è costruita con un unico pezzo di tela che gira sotto la borsa, quindi su un lato il monogramma risulta capovolto. È corretto così, è sempre stato così, e vale anche per altri modelli a costruzione unica.

3. La patina della pelle Vachetta

Manici e rinforzi sono in Vachetta, una pelle naturale non trattata. Da nuova è quasi bianca; con il tempo, la luce e il contatto con le mani scurisce passando dal miele all'ambra fino a un marrone intenso.

Questo la rende difficile da falsificare in modo convincente. Una borsa venduta come anni Novanta con i manici ancora chiarissimi e uniformi è sospetta: o non è quello che dice di essere, o i manici sono stati sostituiti o tinti. In entrambi i casi vuoi saperlo prima di pagare.

4. Le cuciture

Il filo è di un giallo senape caratteristico, mai giallo acceso. Le cuciture sono dritte, regolari, e il numero di punti su un tratto dato resta costante tra esemplari dello stesso modello: Louis Vuitton cuce a macchina con impostazioni fisse.

Punti irregolari, filo che cambia tonalità lungo lo stesso tratto o cuciture che si allargano agli angoli sono il segnale più affidabile di tutti, perché sono anche la cosa più costosa da replicare.

5. La ferramenta

Zip, moschettoni, borchie e lucchetti sono in ottone massiccio: pesano. Una borsa che sembra leggera in mano merita un secondo sguardo. Le incisioni sono nitide e poco profonde, mai sbavate.

Il lucchetto, quando c'è, porta un numero inciso e la chiave corrispondente porta lo stesso numero. Non tutte le borse vintage arrivano con il lucchetto, e la sua assenza non è un problema.

6. Lo heat stamp

La scritta impressa a caldo dice LOUIS VUITTON e sotto Paris, poi made in seguito dal paese: Francia, Spagna, Italia, Stati Uniti o Germania. Sono tutti paesi di produzione reali: «made in Spain» non è indice di falso, è semplicemente un altro atelier.

Le lettere sono proporzionate e la stampa è netta, con la pelle leggermente scurita dal calore. Nelle repliche la scritta è spesso troppo profonda, troppo larga, o con le lettere schiacciate.

7. Dove si sbaglia più spesso

La scatola, la dust bag e la ricevuta non provano niente. Si comprano separatamente online e in un mercato di seconda mano circolano scollegate dalla borsa originale. Una borsa senza scatola può essere perfettamente autentica; una con tutto il corredo può essere falsa.

Il prezzo resta il segnale più onesto. I modelli vintage più richiesti hanno un valore di mercato noto e abbastanza stabile. Se una Speedy 30 in buone condizioni viene offerta a 200 euro, non serve cercare il dettaglio sbagliato: il prezzo lo ha già detto.

Il limite di qualunque guida scritta

Questi controlli servono a scartare le repliche mediocri, che sono la maggioranza. Le repliche di fascia alta si riconoscono dal peso della ferramenta, dall'odore della pelle e dalla tensione della tela: cose che si valutano con la borsa in mano, non da una fotografia.

Per questo ogni borsa che vendiamo passa da una verifica fisica prima di essere messa online, e ogni pezzo è unico. Se preferisci non dover contare sulle tue valutazioni, puoi partire da lì.

Come autentichiamo ogni borsa · Le Louis Vuitton vintage disponibili ora


Chi ha scritto questa guida. Vintagio autentica e vende borse di lusso vintage da sei anni: oltre 2.000 borse vendute e 297 recensioni a 4,9 fra Vinted e Vestiaire Collective. Ogni pezzo passa da una verifica fisica prima di andare online, con le condizioni dichiarate apertamente e foto reali del pezzo.